Ambiente

Pericoli in mare, non solo la tracina e la medusa: questo pesce può provocare un dolore allucinante

Tutti al mare con il grande caldo: attenzione però ai pesci che pungono, non ci sono solo tracina e medusa.

La stagione estiva è iniziata e appena arriva il weekend si scappa al mare, l’unico posto in cui si può stare considerando il caldo che sta arrivando a toccare punte di 45 gradi. Come ogni anno è bene insegnare anche ai più piccoli che il mare per quanto sia divertente e fresco, è anche pericoloso, sia per la sua forza quando è agitato, sia per via della presenza di pesci che per difesa possono attaccare e fare un gran male.

Pericoli in mare, attenzione alle punture- ireporters.it

Bisogna quindi essere anche pronti a tale evenienza: nel caso in cui ci si sentisse punti da un pesce (e sarebbe facile capirlo visto il dolore acuto), bisognerà subito disinfettare la parte e utilizzare dell’ammoniaca per evitare che il veleno del pesce faccia troppa reazione nella carne.

Se si va al mare in uno stabilimento balneare sarà solo necessario chiamare il soccorso dell’assistente di salvataggio e poi saprà lui come agire. Nel caso in cui, invece, si andasse al mare in spiagge “selvagge”, allora bisognerà essere equipaggiati e portare tutto l’occorrente con sé. Ovviamente le punture non sono così frequenti, però nella vita di ognuno potrà capitare di essere punti più volti da una tracina oppure feriti dal tentacolo di una medusa.

Tracine e meduse, non sono gli unici animali del mare da cui stare alla larga

Nel primo caso il dolore è molto intenso e profondo, proprio come se fosse entrata una spina avvelenata nella pelle: questo accade perché le tracine sono pesci che prendono il colore della sabbia e vivono appena poco sotto di essa, passandoci sopra in modo sbadato con il piede, per difesa tirano fuori le spine velenose che hanno sulla schiena. Per quanto riguarda invece la medusa, la questione è diversa.

Pesce prete velenoso, cosa sapere – ireporters.it

Innanzitutto è molto più facile vedere la medusa rispetto alla tracina perché nuota nell’acqua proprio come noi. E non attacca mai, si difende solo nel caso in cui ci si passasse troppo vicino. Il tentacolo della medusa provoca una brutta lacerazione superficiale che poi, con il passare delle ore, diventa di colore violaceo o rosso vivo, ma dipende sempre dall’intensità della ferita (se la si tocca di striscio l’escoriazione sarà solo superficiale). Il dolore, in questo caso, è più simile a una scottatura, si sentirà più che altro un bruciore diffuso.

Purtroppo, a differenza di quanto si immagina, non sono gli unici pesci da cui tenersi lontano quando si nuota nella acque del mar Mediterraneo. Un altro pericolo in mare è il pesce prete: vive nella sabbia per catturare le prede, ma ha spine velenifere che possono causare dolorose punture nel caso si calpestasse, proprio come la tracina.

È più difficile incontrarlo perché non vive a riva, ma nell’acqua un po’ più profonda, ma la sua puntura è dolorosissima. Il veleno rilasciato provoca immediatamente dolore intenso, bruciore e prurito, ma sparisce con il calore e, infatti, si dovrebbe immergere la parte colpita in acqua molto calda per almeno 30 minuti.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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