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Parco Urbano a Castel Volturno: Scafuro: “Opera per il bene comune e lo sviluppo”

Ci sarà mercoledì 13 febbraio il verdetto del Tar sulla questione parco urbano di Castel Volturno in località Villaggio Coppola. I lavori per la costruzione dell’opera erano partiti circa 2 settimane fa, poi c’è stato il ricorso al Tar da parte di Assobalneari che ha bloccato tutto perché al posto di verde e giochi per bambini vuole che siano costruiti dei parcheggi. “Il parco urbano è l’emblema del bene comune, un’occasione di recupero urbano e di sviluppo anche per i proprietari dei lidi” dice l’assessore Rosalba Scafuro.

Parco Urbano: l’opera

La struttura sorge su un’area demaniale e la costruzione rientra all’interno della transazione tra Stato ed i costruttori Coppola del 2003. Il parco urbano di Castel Volturno potrebbe essere la prima area verde di fronte al mare di tutto il litorale domizio: circa 27 km di costa in totale. Il progetto è di quelli ambiziosi perché il parco prevede la costruzione ampio verde, con arre attrezzate. A cui si aggiungono giochi per bambini, strutture per sportivi, panchine, percorsi per passeggiate, una buvette. Ci sarà anche un’area parcheggio con 70 posti auto ed una rimessa per la capitaneria di porto. Il tutto sarà realizzato a costo zero, ed in più l’azienda che sta eseguendo i lavori sta impiegando manodopera locale. Sulla questione è intervenuta anche Rosalba Scafuro, assessore alle Politiche sociali di Castel Volturno che si chiede: “Per i cittadini non sarebbe meglio avere un’area verde attrezzata, piuttosto che i parcheggi? Bisogna considerare che l’area per le auto ci sarà, poiché prevista nel progetto”. Secondo Scafuro il parco urbano, sarà un’opera per il “bene comune” che incentiverà ancora di più i turisti che potranno “usufruire della struttura posizionata a due passi dal mare”.

La questione parcheggi

La sentenza del Tar farà decidere se poter continuare la costruzione del parco urbano di Castel Volturno, oppure se avranno ragione i proprietari dei lidi che hanno chiesto più parcheggi. Proprio il parcheggio, quello abusivo, è stata la funzione di quell’area durante l’egemonia del clan dei Casalesi. Il perimetro dove sorgerà il parco urbano veniva utilizzato dal clan per i propri interesse, facendosi pagare le entrate delle auto. In tutto l’area può contenere circa 700 auto un vero e proprio business per la camorra, a cui è stato sottratto dopo la sconfitta del clan. Così il Comune per un certo periodo di tempo in accordo con i lidi aveva organizzato la sosta in maniera gratuita. La realizzazione della nuova struttura farebbe saltare centinaia di parcheggi ed i balneari temono che questo possa portare delle perdite. Gli amministratori, invece, sono convinti che un’area verde attrezzata a due passi dal mare, la prima lungo il litorale, possa essere un’occasione di sviluppo non solo per il territorio ma anche per i proprietari dei lidi.

Fabio Mencocco

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