di Alessandra Tommasino
Gli inquirenti escludono la pista del racket per l’attentato ai danni della Locanda degli artisti, la cui saracinesca è stata colpita con undici colpi di pistola.
Il racket non c’entra. Gli undici colpi di pistola esplosi l’altra sera contro la saracinesca del ristorante “La locanda degli artisti” da un uomo coperto di passamontagna, non sarebbero riconducibili a richieste estorsive.
Secondo gli inquirenti, infatti, il numero eccessivo di colpi di pistola lascia pensare ad altre matrici, visto che usualmente gli avvertimenti per estorsione ai danni di attività commerciali vengono fatti con altre modalità. Con due o tre colpi di pistola semmai, e non undici, come accaduto ad Orta di Atella l’altra sera, quando un uomo coperto di passamontagna, ha parcheggiato l’auto a pochi metri di distanza dal locale e si è avvicinato a piedi all’ entrata del ristorante per esplodere i colpi. A far escludere la pista del racket anche la mancata registrazione di episodi analoghi nella zona, dove alle forze dell’ordine non risulta la presenza del fenomeno.
I carabinieri della compagnia di Marcianise, sotto la guida del capitano Luca D’Alessandro, stanno svolgendo le indagini in varie direzioni. Si cercano collegamenti con la vita professionale e politica di Giovanni Migliaccio, avvocato di professione.
“Non escludo che qualcuno possa aver preso male recenti condanne in un processo – ha commentato Migliaccio – e che dunque i colpi siano stati esplosi contro la mia figura di avvocato”. Ovviamente su questo faranno luce gli inquirenti. Migliaccio non si spiega come sia potuto accadere e afferma di non aver “mai ricevuto richieste estorsive” e che “non mi piegheranno se dovessero arrivare”.
Si cerca al momento di fare una ricognizione delle persone che, per un motivo o per un altro, potrebbero avere un movente per arrivare ad un’azione così violenta nei confronti di Migliaccio. Al vaglio degli inquirenti, che non lasciano nessuna strada inesplorata, anche il ruolo politico ricoperto per tanti anni da Migliaccio. Alle elezioni dello scorso anno, Migliaccio con la lista civica “Orta libera Orta”, aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Vincenzo Gaudino, racimolando poche decine di voti. Nella sua storia precedente, ruoli a lungo ricoperti nelle amministrazioni dell’ex sindaco Angelo Brancaccio, poi la successiva rottura e ancora dopo, il ritorno con la rappresentanza di un forum delle associazioni che fece vari incontri per l’approvazione del puc e l’incarico di presidente del consorzio Atella moda, che da anni attende di essere trasformato in occasione concreta di sviluppo.
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