L’affaire Conad era finito nella relazione dello scioglimento del consiglio comunale di Orta di Atella. La società che avrebbe dovuto aprire il supermercato ha presentato ricorso contro il rigetto della propria istanza e il ricorso è stato accolto.
Il ricorso effettuato al Tar contro il provvedimento con cui il Comune di Orta di Atella aveva rigettato l’istanza di apertura di un supermercato ossia la realizzazione di una media struttura di vendita commerciale, è stato accolto. La vicenda era entrata a pieno titolo nella relazione ministeriale che contiene le motivazioni poste alla base dello scioglimento del consiglio comunale di Orta di Atella, guidato dal sindaco Andrea Villano. In un immobile di via Troisi, una società di Giugliano in Campania aveva presentato richiesta per una ristrutturazione e il cambio di destinazione d’uso finalizzato all’apertura di un supermercato Conad.
Con un provvedimento del novembre 2018 il responsabile di una delle aree amministrative, Raffaele Villano, cugino del sindaco, aveva determinato di poter rilasciare il permesso di costruire. il successivo 28 novembre il responsabile di altra area amministrativa, Adele Ferrante, con decisione condivisa anche dal dirigente Francesco Silvestre, aveva invece sospeso il procedimento per poi comunicare il 17 dicembre il rigetto dell’istanza in quanto l’immobile era stato realizzato difformemente al piano urbanistico e sottoposto a sequestro dell’autorità giudiziaria.
“La società ricorrente”, si legge nella sentenza del Tar, “lamenta la disparità di trattamento posta in essere dal Comune di Orta di Atella rispetto alla scia concernente il cambio di destinazione d’uso da attività direzionale ad attività sportiva di parte del centro commerciale “Fabulae”, struttura ricadente in una zona del puc vigente, identicamente soggetta a verifica di legittimità sul patrimonio edilizio esistente. In riferimento a quest’ultima scia, il dirigente dell’area tecnica avrebbe assentito l’intervento edilizio segnalato senza alcun ricorso alla “verifica di legittimità”.
La vicenda Conad era finita fra i motivi dello scioglimento, perché per gli inquirenti la successiva revoca della posizione apicale per Ferrante e Silvestre, sarebbe stata collegata alla scelta di respingere l’istanza. In ballo è stato tirato anche il proprietario dell’immobile, indicato come figlio di un capo del gruppo Moccia di Afragola, anche se anagraficamente risulterebbe impossibile, vista la scarsa differenza di età fra lui e i suoi presunti genitori (il padre avrebbe dovuto concepirlo a 8 anni).
L’istruttoria per Conad è da rifare, solo dopo che l’iter sarà completato si potrà stabilire se ci sono le condizioni per poterne prevedere l’apertura.
Alessandra Tommasino
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