Acqua inquinata dal carbone petrolifero sversata prima nel Garigliano e poi in mare
Le acque utilizzate per il lavaggio del carbone petrolifero venivano sversate illecitamente in un canale emissario del fiume Garigliano, e finite poi in mare. E’ quanto ha scoperto a Sessa Aurunca, comune del Casertano al confine con il Basso Lazio, la Guardia di Finanza che ha sequestrato un sito di stoccaggio con 38mila tonnellate di “Pet Coke”, il residuo finale della lavorazione del petrolio, un materiale altamente inquinato usato come combustibile industriale.
I militari delle Fiamme Gialle hanno poi denunciato il titolare dell’azienda che gestisce l’impianto per il reato di illecito scarico di acque reflue contaminate. Il sequestro è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha disposto la rimozione del materiale stoccato a cura della società titolare del deposito. Le operazioni di svuotamento sono tuttora in corso.
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